H: Hub

HUB: l'incubatore di relazione

Il CEO di Sostenabitaly introduce il discorso degli Hub e di quanto sono importanti per la sostenibilità relazionale

  Hub è, in fondo, una parola vuota. Lo so, questa frase ha il sapore della provocazione, e, come ogni provocazione, è un po’ scorretta. Però, pensiamoci bene: si tratta comunque di una parola che ha bisogno sempre di un aggettivo o di un sostantivo per poter dire qualcosa di sé, forse addirittura per essere fino in fondo qualcosa. Altrimenti lascia un senso di attesa, di mancanza, di incompletezza. In Italia viene usata spesso, sempre più di frequente, in mondi e modi diversi (dalla scuola alle aziende, dall’informatica alle start up), ma ha oramai assunto quel significato un po’ “figo” che la nobilita quasi senza motivo, la rende importante semplicemente perché nuova, la rende significativa perché di tendenza, correndo così lo stesso rischio che corre la sostenibilità quando diventa un contenitore vuoto di contenuto. Così chi usa Hub è da subito identificato con un portatore sano di innovazione. E questo quasi ci basta, in un mondo spesso nostalgico o impaurito. Ma proviamo ora a pronunciarla da sola, senza aggiungere nessun’altra parola, e da soli, seduti sulla sedia di casa o nel luogo in cui ci troviamo, mentre leggiamo queste righe: - HUB - HUB. Perde tutta la sua portata, torna quasi straniera, domanda un contenuto per vivere e non semplicemente per apparire. E proprio qui sta la luce e l’ombra di questa parola, risiede la sua bellezza, nella sua totale incompletezza; che per chi crede nel paradigma della sostenibilità può diventare addirittura una missione: accettare uno spazio inedito, un HUB da dove partire, e non colonizzare con le proprie convinzioni e le proprie scelte. Come per molte parole che abbiamo incontrato in questo magazine e per le mille parole che vivono dentro al mondo della sostenibilità, che rappresentano delle scelte di campo per poter generare un impatto positivo, necessitiamo di uno spazio inedito da dove partire, un luogo che permetta il protagonismo di altri e che ci conceda di segnare insieme la strada per tutti. Come un Hub di relazioni, che in fondo esiste per collegare e per far transitare e non per diventare l’eco del protagonismo di un singolo e della sua - anche buona, magari, ma solitaria e detentiva – idea. Non possiamo compiere un’azione che generi un impatto positivo da soli. Dobbiamo costruire Hub, non per recintarli, ma per consentire davvero che persone e idee si incontrino e transitino: nessuno detiene e nessuno riempie di sé; ognuno accetta di entrarvi per iniziare e per generare insieme. Lasciando spazio alla relazione, agli altri, al futuro. Sostenibilmente.
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